La celebrazione degli 80 anni di Autonomia del Trentino Alto Adige svoltasi a Merano alla presenza dei presidenti della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e di quella austriaca, Alexander van der Bellen (e successivamente bissata a Trento con il solo Mattarella) ha dato il via a una serie di riflessioni sul futuro dell’Autonomia speciale, anche alla luce della portata delle innovazioni contenute nella legge costituzionale appena approvata dal Parlamento che ha ricondotto all’origine quelle competenze progressivamente svuotate dalla giurisprudenza interpretativa e neo centralista della Corte costituzionale.
Il Trentino Alto Adige è una realtà dall’ordinamento originale, dove l’Autonomia è principalmente incardinata sul ruolo della Regione, ente di fatto svuotato di competenze ordinamentali e legislative a favore delle due province autonome di Trento e di Bolzano, tanto che lo stesso Consiglio regionale è il frutto delle due assemblee legislative provinciali riunite, così come il governo della Regione è guidato a turno dai presidenti delle due autonomie provinciali che a metà legislatura fanno la staffetta.
Una Regione ormai vuota di competenze, ma ancora ricca di risorse economiche (spesso stornate a favore delle due autonomie provinciali, salvo la gestione diretta di poche competenze che le rimangono, oltre all’erogazione di ricche mancette elettorali e clientelari al mondo associazionistico, culturale e delle minoranze etnico-linguistiche), che però è ancora la “cassa” dell’Autonomia speciale. Una cassa che andrebbe riempita di nuovi contenuti anche per fare economie di scala indispensabili per la gestione efficiente di quei servizi pubblici che non ha significato gestire solo a livello provinciale, oppure per fare massa critica nei confronti dello Stato centrale o, ancora, nei confronti dell’Unione europea utilizzando il grimaldello dell’Euregio Tirolese operando in collaborazione sempre più stretta con il Tirolo austriaco, quella che i due presidenti in occasione della celebrazione meranese, hanno definito una “piccola Europa”.
Per cercare di avere un quadro di quello che ha dinanzi l’Autonomia speciale, Focus in questa puntata ha intervistato Karl Zeller, una delle teste pensanti (e pesanti) della Svp, eletto per quattro legislature alla Camera per poi chiudere la carriera politica al Senato, componente delle commissioni paritetiche dei 6 e dei 12 per la definizione delle norme di attuazione delle competenze autonomistiche, lasciando il seggio all’ex moglie Julia Unterberger, anch’essa eletta nel 2018 al Senato, dopo una serie di legislature in Consiglio provinciale di Bolzano, mentre la figlia Katharina è sindaco di Merano alla guida di una maggioranza di centro sinistra, città dove i Zeller-Unterberger hanno il loro feudo politico.
Per rimanere sempre aggiornati con le ultime notizie de “ViViItalia Tv”, iscrivetevi al canale Telegram per non perdere i lanci e consultate i canali social della Testata.
Ti piace “Focus Trentino Alto Adige”? Iscriviti qui sul canale YouTube di “ViViItalia Tv”
Ti piace “ViViItalia Tv”? Sostienici!
YouTube
Telegram
https://t.me/ViviItaliaTvLinkedin
https://www.linkedin.com/company/viviitaliatv
https://www.facebook.com/viviitaliatvwebtv
© Riproduzione Riservata


