Volontariato in Trentino, approvata la riforma dopo trent’anni

Testo di legge unitario di tre singole proposte di Franzoia, Bosin e Masè approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale.

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Dopo trent’anni la legge provinciale che regola il volontariato, settore portante della socialità trentina, è stata riformata con una norma approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale di Trento che entrerà in vigore il 1° gennaio 2026 apportando al settore importanti aggiornamenti in un contesto che nel tempo è profondamente cambiato.

La riforma del volontariato, “Valorizzazione del volontariato, degli enti del terzo settore e degli altri enti senza scopo di lucro in Trentino”, riunisce in un’unica legge tre distinte proposte presentate sia dalla maggioranza, con le consigliere Vanessa Masè (La Civica), Maria Bosin (PATT), e dall’opposizione con Mariachiara Franzoia (Partito Democratico).

Il nucleo della riforma consiste nell’istituzione di un registro provinciale del volontariato articolato in due sezioni che raccolgono, in una, gli enti già iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) e, nella seconda sezione, le associazioni di volontariato non iscritte, quasi tutte realtà molto piccole non sufficientemente strutturate.

La norma punta ad ottenere un quadro dettagliato del volontariato trentino, ampliando le categorie riconosciute evitando di escludere associazioni che in passato non trovano spazi e riconoscimenti da parte degli enti pubblici e, conseguentemente, difficoltà di accesso a finanziamenti.

La riforma punta alla valorizzazione delle competenze dei volontari, alla promozione dei rapporti programmatici condivisi tra gli enti del Terzo Settore e le realtà pubbliche, alla trasparenza grazie ad apposite regolamentazioni di prassi già diffuse nel volontariato, come l’autorizzazione all’uso di spazi e strutture pubblica da parte delle associazioni.

Semplificare è l’altro obiettivo della riforma, puntando a ridurre e alleggerire le procedure e la burocrazia a vantaggio soprattutto delle piccole realtà associazionistiche che spesso non hanno mezzi e personale per poter seguire tutte le procedure.

«Non abbiamo risolto tutto, ma abbiamo affrontato tutti i nodi posti e rilevati. La norma di attuazione statutaria ci ha aperto un campo d’azione rilevante. Non abbiamo voluto lasciare fuori dai ragionamenti alcuna delle realtà associative del Trentino – afferma Vanessa Masè -. Sappiamo quanta fatica ha comportato per le associazioni iscriversi al nuovo Runts, ora creiamo la sezione B del registro per ricomprendere il resto del mondo associativo. Non certo per vanificare gli sforzi di chi si è iscritto al Runts, e che infatti accederà a una serie di vantaggi esclusivi, ma per tenere nel sistema provinciale l’intero perimetro del volontariato nell’ambito di una riforma organica, che coglie davvero quel che c’è sul territorio e parte dal basso. Vogliamo un volontariato sostenibile, innovativo, forte ma anche sostenuto dall’ente pubblico».

Mariachiara Franzoia sottolinea come «abbiamo l’ambizione di andare oltre l’impostazione culturale dell’ormai datata legge del 1992. Il mondo del volontariato è cambiato, si trattava di aggiornare la legislazione provinciale, nel solco dell’articolo 4 della Costituzione e dell’articolo 118 laddove riconosce il valore delle “autonome iniziative” dei cittadini e del principio generale di sussidiarietà. Questa legge è davvero un successo di tutto il Consiglio provinciale – evidenzia Franzoia -. Credo offra una cornice razionale e unitaria che reggerà nel tempo. Il volontariato oggi è vitale più che mai nella nostra società, è un tessuto connettivo che ripara gli strappi dell’individualismo».

«La norma nasce da una profonda operazione di ascolto del territorio e dei soggetti in Commissione, con spunti importanti anche dal Cal – evidenzia Maria Bosin -. Si è puntato decisamente ad ampliare le categorie ammesse al registro dell’associazionismo e di fatto il nuovo elenco provinciale del terzo settore suddiviso in due sezioni è il cuore della riforma, una bipartizione volta a coinvolgere nella sezione “B” le realtà associative senza scopo di lucro non iscritte al Runts nazionale e includerle così nel sistema dei contributi e coperture assicurative erogati dalla provincia di Trento».

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