Mentre per milioni di italiani la scala mobile o indennità di contingenza è stata abrogata come strumento di indicizzazione automatico degli stipendi nel lontano 1992, un sistema analogo è invece stato resuscitato nel 2023 per i 70 consiglieri della regione Trentino Alto Adige a seguito di una legge regionale proposta dal consigliere regionale della Salvini premier, Mirco Bisesti, che ha allacciato gli stipendi dei politici agli incrementi riconosciuti ai dipendenti regionali non dirigenti.
Il meccanismo-furbata per dare gli aumenti ai politici
Un meccanismo-furbata che ha portato decine di migliaia di euro sonanti nelle tasche dei consiglieri regionali, pure con tanto di arretrati, facendo lievitare gli stipendi dei politici a 11.563 euro lordi a cui si aggiungono altri 800 euro netti di diaria, frutto degli aumenti e degli arretrati intercorsi dal 2022 al 2024, con aumenti di oltre 1.000 euro al mese e arretrati per circa 30.000 euro a consigliere, tanto da portare l’emolumento politico dei magnifici 70 consiglieri regionali del Trentino Alto Adige tra quelli più alti d’Italia, ad un’incollatura da quelli dei parlamentari.
Il meccanismo-furbata escogitato dal salviniano premier Mirco Bisesti di legare l’adeguamento delle indennità dei politici regionali agli adeguamenti retributivi riconosciuti al personale regionale non dirigente – bontà loro: si sono trattenuti dal legarla a quella dei dirigenti – ha portato la regione, da ottimo datore di lavoro, a rinnovare con solerzia e con manica larga i contratti di lavoro del proprio personale, il quale è più che soddisfatto, dato che si è visto riconoscere aumenti generosi, superiori anche a quelli degli altri dipendenti pubblici locali, e decisamente più alti e per giunta senza un minuto di sciopero rispetto a quelli del lavoratori privati che, per conquistare qualche euro di aumento per paghe troppo spesso inadeguate, devono penare e attendere non poco.
I contratti dei dipendenti della regione Trentino Alto Adige
Visto che i contratti dei dipendenti regionali hanno una valenza di 3 anni, ora è sulla rampa di lancio il rinnovo 2025-2027, si si sta per riaprire il tavolo per il rinnovo del contratto dei 650 dipendenti della regione delle camere di commercio ed entro la fine dell’anno dovrebbe essere siglato e a inizio febbraio dovrebbe entrare in vigore, con incrementi degli stipendi su un 2,2% nel 2025 più un 4,2% del 2026 e un 6,2% del 2027. Un bell’andare, non c’è che dire, anche in considerazione del fatto che le retribuzioni contrattuali medie hanno perso tra le 2019 e il 2024 il 10,5% di potere d’acquisto, giusto il contrario dei dipendenti regionali. Che, automaticamente, per via della scala mobile, viaggia a cascata sui 70 magnifici consiglieri del Trentino Alto Adige, tanto che con il rinnovo del contratto di lavoro dei regionali 2022-2024 i consiglieri hanno visto un aumento di 1.117 euro lordi al mese, con un incremento di circa il 10,5%, portando così l’indennità consiliare a 11.563 euro mensili lordi, più 825 euro netti di diaria, con una paga netta dei politici privi di galloni (per quelli inseriti in giunta o negli organismi dei consigli il grisbì aumenta dal 10% al 30% della paga base) di circa 7.000 euro, da cui vanno poi detratte le percentuali di prelievo che i vari partiti applicano ai loro eletti per coprire i costi della politica (si va da un 20 ad un 30%).
Gli effetti degli aumenti dei dipendenti per i politici regionali
Se gli aumenti prospettati per il contratto 2025-2027 dei dipendenti regionali andrà in porto, per ogni consigliere regionale è pronta una ricca scala mobile con un aumento di 248 euro compresa la diaria nel 2025 (2.970 euro all’anno), di 495 euro all’anno del 2026 (5.946 euro all’anno) e di 743 euro nel 2027 (oltre 8.900 all’anno). E nel 2026 considerando anche gli arretrati 2025, l’aumento complessivo sarebbe di circa 740 euro al mese, sfondando quota 12.000 euro lordi al mese, una cifra decisamente elevata, sia se raffrontata con gli stipendi medi correnti in regione 1.500-2.000 euro al mese netti, che con il ruolo effettivamente svolto da molti consiglieri regionali, specie quelli di maggioranza, chiamati a svolgere solo il ruolo di “schiaccia bottoni” per l’approvazione delle scelte effettuate dai governi locali, dove si concentra l’effettivo potere dell’Autonomia speciale.
C’è da dire che il presidente della regione, Arno Kompatscher, ha tentato di proporre un rimedio senza però entrare nei dettagli, salvo finire nel nulla, mentre anche i tentativi avanzati dalle opposizioni di sterilizzare gli aumenti e di cambiare i meccanismi di calcolo delle indennità sono stati bocciati dalla maggioranza di centro destra trainata soprattutto da Svp, Salvini Premier e Fratelli d’Italia.
Ripensare i meccanismi di costo della politica
Forse andrebbe ripensato tutto il sistema dei costi della politica, sia a livello locale che nazionale, uscendo da meccanismi stipendiali per passare ad un più diffuso utilizzo del gettone di presenza per ogni votazione effettuata o per la presentazione di atti politici. Oppure, legare la corresponsione di un’indennità – priva di ogni scala mobile: anche i politici del Trentino Alto Adige dovrebbero avere il coraggio di chiedere pubblicamente l’aumento ai loro elettori senza infingimenti di sorta – legata alla media di reddito dichiarata negli ultimi cinque anni. Sarebbe un meccanismo decisamente più equo, tale da consentire l’ingresso in politica a servizio del bene comune di tutte quelle personalità che dalla politica oggi si tengono lontanissime per evitare consistenti perdite economiche, sia per evitare di promuovere ad indennità decisamente ricche coloro che sono a reddito zero o a livello estremamente basso perché evadono o delinquono o, ancora, sobillano occupazioni e rivoluzioni varie in nome del popolo bue, magari trovando nell’elezione pure un salvacondotto alla doverosa galera.
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