Retribuzioni medie orarie Ue 2025 a 34,9 euro, jungla variabile tra 12 e 59,3 euro

Secondo l’indagine Eurostat Il reddito medio di una coppia con figli è stato di 64.613 euro. Per l’Italia i valori sono stati di 32 euro/ora e di 64.000 euro.

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Eurostat ha diffuso i dati relativi alle retribuzioni medie orarie dei lavoratori europei, evidenziando una amplissima forchetta tra i lavoratori “poveri” e quelli “ricchi”, visto che tra il minimo di 12 euro orari del lavoratore bulgaro e i 59,3 di uno islandese c’è una differenza di quasi 5 volte, seppur calmierata dal diverso costo della vita vigente nei vari paesi dell’Unione europea.

Per i lavoratori italiani, le retribuzioni medie orarie si attestano a 32 euro/ora, in crescita rispetto ai 31 del 2024, ma comunque sotto la media Ue di 34,9 euro/ora, un dato quello italiano che sconta anche il pesante carico sociale gravante sul datore di lavoro in termini di oneri non salariali per contributi pensionistici e similia che in Italia pesano per il 28,1% contro una media Ue del 24,8%. Il peso fiscale e contributivo si rilette direttamente sui guadagni netti dei lavoratori italiani, siano single, famiglie monoreddito e famiglie bi reddito con o senza figli.

Il costo orario medio del lavoro nel 2025 è stato stimato a 34,9 € nell’UE e a 38,2 € nell’area dell’euro (composizione attuale, inclusa la Bulgaria). Tuttavia, tale media cela differenze significative tra i paesi dell’UE: il costo orario del lavoro varia infatti dai 12,0 € della Bulgaria ai 56,8 € del Lussemburgo. Il costo del lavoro comprende le retribuzioni (salari e stipendi) e i costi non salariali, quali i contributi sociali a carico del datore di lavoro.

Nel 2025, l’incidenza dei costi non salariali sul costo totale del lavoro, per l’intera economia, è stata pari al 24,8% nell’UE e al 25,6% nell’area dell’euro (composizione attuale, inclusa la Bulgaria). Anche tale incidenza ha registrato variazioni sostanziali tra i paesi dell’UE: le quote più elevate di costi non salariali sono state rilevate in Francia (32,3%) e Svezia (31,7%), mentre le più basse sono state registrate in Romania (4,8%), Lituania (5,5%) e Malta (5,8%).

Forti differenze anche per quanto riguarda le retribuzioni lorde. Nel 2022, i guadagni orari lordi mediani più elevati (espressi in euro) sono stati registrati in Danimarca (29,8 €), seguita da Lussemburgo (24,0 €), Belgio (23,8 €), Irlanda (20,3 €), Germania (19,4 €), Finlandia e Svezia (19,3 € ciascuna) e Paesi Bassi (19,0 €). Per contro, i guadagni orari lordi mediani più bassi sono stati rilevati in Bulgaria (4,1 €), Romania (5,6 €), Ungheria (5,7 €), Portogallo (6,2 €), Croazia (6,8 €) e Polonia (6,9 €).

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Tra i paesi dell’UE, il guadagno orario lordo mediano nazionale più alto (in euro) è risultato 7,4 volte superiore a quello più basso. Nell’ottobre 2022, il guadagno orario lordo mediano nazionale più elevato è risultato 3,3 volte superiore a quello più basso se espresso in standard di potere d’acquisto (PPS la sigla inglese), unità che consente di eliminare le differenze di livello dei prezzi tra i paesi. Le retribuzioni orarie lorde mediane più elevate in PPS sono state registrate in Danimarca (22,4 PPS), seguita da Belgio (21,3 PPS), Lussemburgo (18,4 PPS), Germania (17,3 PPS) e Irlanda (17,0 PPS). All’estremo opposto della scala, le retribuzioni orarie lorde mediane più basse sono state osservate in Bulgaria (6,7 PPS), Portogallo (7,4 PPS), Ungheria e Lettonia (8,9 PPS ciascuna), Croazia (9,4 PPS), Slovacchia (9,7 PPS), Grecia (9,8 PPS) e Romania (9,9 PPS).

Per lavoratori a basso salario si intendono i dipendenti che percepiscono una retribuzione pari o inferiore a due terzi della retribuzione oraria lorda mediana nazionale. Nel 2022, il 14,7% dei dipendenti nell’UE rientrava in questa categoria, a fronte del 15,2% registrato nel 2018. Tale quota ha mostrato variazioni significative tra i paesi dell’UE: nel 2022, le percentuali più elevate sono state osservate in Bulgaria (26,8%), Romania (23,9%), Lettonia (23,3%) e Grecia (21,7%), seguite da Estonia (21,2%) e Cipro (20,0%). Per contro, la quota di lavoratori a basso salario è risultata inferiore al 10% in Portogallo (1,8%), Svezia (4,1%), Finlandia (6,5%), Italia (8,8%) e Slovenia (9,4%), seguite da Francia e Danimarca (9,7% ciascuna).

Nel 2025, la retribuzione netta di una persona singola senza figli, con un reddito pari al 100% della retribuzione media di un lavoratore del settore economico delle imprese, variava da 13.877 euro in Romania a 55.877 euro in Lussemburgo. Per una coppia sposata con un unico percettore di reddito e due figli, la retribuzione netta media più bassa è stata registrata anch’essa in Romania (15.726 euro) e quella più alta in Lussemburgo (80.254 euro).

Tra le coppie sposate in cui entrambi i partner lavoravano e percepivano ciascuno lo stipendio medio di un lavoratore, il Lussemburgo ha registrato i guadagni netti annui più elevati: 121.401 euro per le coppie con due figli e 113.631 euro per quelle senza figli. La Romania ha registrato i guadagni netti più bassi per le coppie con due figli (29.192 euro) o senza figli (27.755 euro).

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I lavoratori italiani sono al di sotto della media europea nel 2025, sia per il reddito netto di un single senza figli che percepisce una retribuzione media di 27.788 euro rispetto ai 29.954 euro dell’Ue e ai 32.193 euro della media dell’Euroarea. Male anche una coppia con un solo componente che lavora e due figli: 36.971 euro (Ue), 39.818 euro dell’Euroarea contro i 35.065 euro dell’Italia. Anche una coppia con entrambi che lavorano e due figli si posiziona sotto la media Ue (64.613 euro) ed Euroarea (69.528 euro), attestandosi a 61.624 euro. Non va meglio se entrambi i coniugi lavorano senza figli: i 55.775 euro tricolori si confrontano con la media di 59.911 euro della Ue e 64.392 euro dell’Euroarea.

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