Aumenta in Italia il numero delle località in sofferenza da overtourism, il sovraffollamento turistico, che alla seconda edizione dell’Indice Complessivo di Sovraffollamento Turistico (ICST) elaborato da Demoskopika (che prendere in considerazione densità turistica, densità ricettiva, intensità turistica, utilizzazione lorda e quota di rifiuti urbani attribuibili al settore turistico) vede confermate sul podio Rimini, Venezia e Bolzano.
Secondo i ricercatori di Demoskopika «crescono i flussi turistici e, con essi, aumenta anche il rischio di ingestibilità del sovraffollamento. Un fenomeno che, se non gestito con attenzione, può mettere in difficoltà risorse, servizi e comunità locali».
L’indice elaborato da Demoskopika si configura come uno strumento preliminare di gestione dei sistemi turistici locali, finalizzato a orientare politiche più consapevoli attraverso l’analisi dell’impatto del turismo sulla densità demografica, sull’uso delle infrastrutture ricettive, sul rapporto turisti-residenti e sull’incidenza ambientale derivante dalla produzione di rifiuti.
Ai sette sistemi turistici provinciali già in vetta nel 2024, oltre al podio di Rimini, Venezia, Bolzano, anche Livorno, Napoli, Trento e Verona, si affiancano nel 2025 anche Milano, Roma e Trieste, portando così a dieci il numero delle realtà con un livello di sovraffollamento turistico classificato come “Molto Alto“, con effetti crescenti sulla vivibilità dei territori, sulla resilienza dei sistemi locali e sulla sostenibilità complessiva delle destinazioni coinvolte.
Un gradino sotto le prime 10 località, con un livello “Alto” dell’indice si collocano anche i sistemi turistici provinciali di Aosta, Firenze e Siena, dove la pressione turistica resta marcata, con impatti significativi sulle risorse locali. Pur non raggiungendo la soglia di massima criticità, questi territori mostrano segnali di tensione che richiedono interventi mirati di regolazione dei flussi.
All’estremo opposto, i sistemi turistici di Rieti, Benevento, Reggio Calabria, Isernia, Avellino e Campobasso si confermano ai margini del turismo di massa: qui l’overtourism resta meno significativo, con effetti contenuti su infrastrutture e qualità della vita.
Entrando nel dettaglio della seconda indagine sull’overtoursim, si evidenzia come a colpire siano soprattutto i dati su densità e intensità turistica, che evidenziano le aree a più alta concentrazione di pressione antropica.
Rimini e Venezia svettano nella classifica per densità turistica, con rispettivamente oltre 17.000 e quasi 16.000 presenze per chilometro quadrato. Sempre Rimini detiene anche il primato nazionale per produzione pro capite di rifiuti urbani legati al turismo: 76,8 chilogrammi per turista, a fronte degli appena 0,5 chilogrammi registrati a Benevento.
Sul versante dell’intensità turistica, ovvero il rapporto tra presenze e popolazione residente, si conferma al primo posto Bolzano, con quasi 69 turisti per abitante, seguita da Venezia con quasi 47 turisti per abitante. In coda, invece, Lodi, Avellino e Benevento.
«L’overtourism non è più soltanto una sfida, ma è una priorità che investe la sostenibilità delle destinazioni italiane – avvertono i ricercatori di Demoskopika -. Non riguarda solo l’esperienza del turista, ma condiziona anche la qualità di vita delle comunità locali. L’aumento del sovraffollamento è un campanello d’allarme che impone interventi urgenti e strategici: dalla regolazione dei flussi nei periodi di punta alla promozione di mete alternative, fino a incentivare in modo più efficace i viaggi lungo tutto l’arco dell’anno, valorizzando anche i mesi tradizionalmente meno turistici. In questa direzione – precisano i ricercatori – Demoskopika offre dati puntuali e analisi territoriali per supportare i decisori pubblici in una governance più equilibrata. Agire ora è l’unica strada per garantire che il turismo resti una risorsa e non si trasformi in un fattore di crisi per i territori e per le generazioni future».
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