Intacture il primo centro elaborazioni dati nel cuore di una montagna

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Trentino DataMine ha inaugurato il centro elaborazione dati Intacture in Val di Non, nel comune di Predaia, in Trentino realizzato dentro una miniera di dolomia ancora attiva, a circa cento metri di profondità, uno spazio ipogeo progettato, scavato, cablato e certificato secondo i più alti standard internazionali e pronto alla piena operatività, con la possibilità di diventare un punto di riferimento nazionale per la sicurezza dei dati trattati, vista la possibilità di espandere ulteriormente l’attività.

Trentino DataMine Srl è la società costituita per l’attuazione del progettoIntacture” in partenariato pubblico privato. È partecipata al 51% da TDC Srl (costituita da Covi Costruzioni, Dedagroup Spa, GPI e ISA) e al 49% dall’Università di Trento.

I numeri di Intacture raccontano la portata dell’opera: 63.000 metri cubi di roccia estratta e riutilizzata, 54,4 chilometri di cavi posati nella sola prima fase, 3,1 chilometri di tubazioni. Il Fornello, il cavedio verticale che collega il Polo Uffici in superficie alle sale server in roccia, misura quaranta metri di profondità. Le 2 gallerie operative si estendono per centosettanta metri, con un’altezza di 7 ed una larghezza di 12 metri.

Dalla costituzione di Trentino DataMine, nel settembre 2023, il progetto è stato realizzato in poco più di due anni: progettazione, scavo su misura dei nuovi spazi sotterranei, opere civili, installazione degli impianti tecnologici e collaudi. Dopo il completamento delle attività estrattive nel 2024, nel corso del 2025 sono state realizzate le infrastrutture e messi in funzione i sistemi tecnologici. A dicembre 2025, dopo i collaudi positivi e con l’installazione del cluster di supercalcolo, il centro di calcolo aveva completato il proprio percorso di realizzazione.

Il 30 aprile 2026, Intacture è stato il primo progetto della Missione 4 “Istruzione e Ricerca”, Componente 2, Investimento 3.1 del PNRR ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Un finanziamento pubblico di 18,4 milioni di euro, su un impegno finanziario di oltre 50 milioni di euro, interamente trasformati in un’infrastruttura certificata, operativa, aperta al mercato.

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Gli armadi c

È la dimostrazione che il modello adottato, un partenariato pubblico-privato (PPP) istituzionalizzato, con la governance scientifica affidata all’Università di Trento combinata con il coinvolgimento e l’investimento di quattro imprese profondamente radicate nel territorio, è stato in grado di trasformare una visione ambiziosa in risultati concreti, rispettando tempi e obiettivi.

Intacture nasce per rispondere a una delle sfide più rilevanti dell’economia digitale contemporanea: come sostenere la crescita dell’intelligenza artificiale e dei servizi digitali senza moltiplicare consumi, impatto ambientale e dipendenza da infrastrutture esterne. La sua unicità risiede nell’integrazione di quattro elementi chiave: sovranità tecnologica, protezione infrastrutturale, sostenibilità ambientale e capacità computazionale avanzata.

I dati custoditi e processati in Intacture rimangono all’interno del perimetro normativo italiano ed europeo. Il progetto è sviluppato attraverso una filiera composta da Università di Trento e imprese trentine, con l’obiettivo di mantenere sul territorio competenze, capacità di calcolo e valore economico generato.

Intacture opera a circa 100 metri di profondità all’interno di una miniera attiva di dolomia. Oltre 90 milioni di metri cubi di roccia costituiscono una protezione naturale contro rischi fisici, sismici ed elettromagnetici. L’infrastruttura ha già ottenuto le certificazioni ANSI/TIA-942 Rating IV e ISO 22237 Class 4 by Design, il massimo livello previsto dagli standard internazionali per affidabilità e continuità operativa.

La temperatura naturale della roccia, stabile intorno ai 12°C, ed il posizionamento in una valle alpina, consentono il raffreddamento naturale per circa il 75% dell’anno, riducendo drasticamente il fabbisogno energetico per il raffreddamento. Il sistema opera con zero consumo d’acqua grazie ad un circuito chiuso, mentre l’alimentazione proviene da fonti 100% rinnovabili, prevalentemente idroelettriche locali. Grazie a queste caratteristiche, l’efficienza energetica dell’infrastruttura supera del 30-40% la media europea dei data center tradizionali, in linea con le nuove direttive europee di sostenibilità.

Al centro dell’infrastruttura si trova una piattaforma di supercalcolo da 6 MW di potenza progettata per l’AI di precisione, destinata ad applicazioni avanzate nella ricerca scientifica, nella sanità digitale, nell’industria, nella cybersecurity e nella logistica. Il cluster può raggiungere una potenza di circa 200 Petaflops per inferenza AI, pari a 200 milioni di miliardi di operazioni al secondo, mentre la capacità di archiviazione può arrivare a 10 Petabyte, collocando Intacture tra le infrastrutture di calcolo più significative a livello nazionale.

«Contribuire alla nascita di Intacture ha significato per l’Università di Trento accettare una sfida doppia: misurarsi con i tempi stringenti del PNRR e sperimentare un modello societario e imprenditoriale inedito per un ateneo – ha detto Flavio Deflorian, presidente di Trentino DataMine e rettore dell’Università di Trento -. Attraverso una sinergia concreta tra pubblico e privato, abbiamo trasformato le risorse assegnate in un’infrastruttura operativa che potenzia la competitività delle imprese e del tessuto economico locale. È la dimostrazione di come la conoscenza scientifica possa rispondere alle necessità reali della comunità. Questa piattaforma proietta la ricerca trentina in una dimensione internazionale, accreditando l’Ateneo come protagonista di primo piano nell’innovazione digitale».

«Con vero piacere partecipo oggi all’inaugurazione di Intacture, perché l’innovazione è fondamentale per l’Italia e per l’Europa, chiamate a dare risposte concrete a un mondo che corre a una velocità sempre maggiore. Desidero ringraziare l’Università di Trento, interlocutore attento e determinato, con cui il Governo e il PNRR hanno realizzato numerosi interventi, tra i quali questo rappresenta certamente uno dei più significativi – ha detto il ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti intervenuto all’inaugurazione -. Questa infrastruttura strategica, nata in Trentino nell’ambito della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del PNRR, è il primo progetto ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate dal Piano, trasformando integralmente il finanziamento pubblico in una struttura pienamente operativa per la ricerca. È la dimostrazione concreta di quanto la collaborazione tra pubblico e privato possa produrre risultati di eccellenza quando si fonda su progetti solidi e condivisi. I numeri del PNRR confermano la capacità di questo territorio di tradurre le risorse in risultati: nella provincia di Trento sono attivi 11.810 progetti finanziati con circa 1,5 miliardi di euro di risorse PNRR, a fronte di un finanziamento complessivo di 2,3 miliardi. Ad oggi, 9.934 progetti sono conclusi, 1.227 in fase di conclusione e 513 in esecuzione, mentre i pagamenti erogati ammontano a circa un miliardo di euro, con un avanzamento della spesa pari a circa il 70%. L’inaugurazione di oggi non rappresenta un punto di arrivo, ma l’inizio di un nuovo percorso. Apriamo una strada importante per la scienza e la ricerca, capace di attrarre nuove competenze, talenti e investimenti, rafforzando il ruolo dell’Italia come protagonista dell’innovazione».

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Il taglio del nastro: da sx la deputata Alessia Ambrosi, il vicepresidente del Trento, Achille SPinelli, il ministro Tommaso Foti, il sindaco di Predaia Giuliana Cova, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian e il consigliere delegato di Trentino DataMine Dennis Bonn.

Per il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca del Trentino, Achille Spinelli, «Intacture rappresenta la concretizzazione di una precisa strategia di sviluppo del Trentino che, a partire dalla legge provinciale n. 7 del 2006, ha creato la cornice normativa ideale per il riuso virtuoso delle cave, abilitando la metamorfosi dei vuoti minerari in hub tecnologici ad altissimo valore aggiunto. Il costante e convinto commitment della Provincia ha tracciato la rotta di questo percorso, dimostrando una capacità di visione digitale che primeggia a livello nazionale. Grazie a questo forte impulso istituzionale, Intacture nasce con l’ambizione di essere un catalizzatore di sistema: un polo d’attrazione per connettere imprese, centri di ricerca e istituzioni locali, proiettando l’intero territorio verso la trasformazione digitale e le sfide del supercalcolo».

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