Il Quirinale batte cassa al Governo: 235 milioni della dotazione 2026 non bastano

Spese in crescita, specie quella pensionistica (45,39%) che ha superato quella del personale in servizio (42,36%, in leggero calo). Anche sul Colle l’inflazione morde.

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Il Quirinale batte cassa al governo Meloni, visto che la dotazione 2026 stabilita con la legge Finanziaria da 235 milioni di euro, in crescita di 5 milioni rispetto al 2025, paiono non essere sufficienti per coprire tutte le spese del Colle, specie quelle relative alle pensioni del personale in quiescenza, destinate a crescere ulteriormente nei prossimi anni quando il personale in servizio avrà maturato i requisiti.

Nonostante l’incremento del 2,17% della dotazione 2026 da parte del Parlamento, superiore all’andamento dell’inflazione prima dello scoppio dell’ennesima tensione internazionale, in modo felpato – lo stile quirinalizio non cambia neanche quando si parla di dané – si fa sapere dalle parti di Palazzo Chigi che la dotazione è sostanzialmente invariata dal 2007, a fronte di un’inflazione cumulata nel periodo del 31,07%. E già negli anni scorsi, il Quirinale ha dovuto stringere la cinghia, facendo ricorso agli avanzi di amministrazione e a entrate proprie per quadrare i conti, conti che sono zavorrati soprattutto dalla spesa previdenziale, che ha ormai largamente superato quella per il personale in servizio.

Tra le principali voci di uscita del bilancio del Quirinale c’è quella per le pensioni, che per il 2026 è stimata aumentare al 45,39% rispetto al 44,77% del 2025, con una dinamica in crescita nel prossimo triennio a causa del maturare dei requisiti pensionistici da parte di numerosi dipendenti in servizio. La spesa pensionistica passa a 119.345.000 euro (+2,59% sul 2025), dell’1,52% nel 2027 (121.154.000 euro) e del 2,26% nel 2028 (123.896.000 euro). I percettori di pensione (dirette e indirette) ammonteranno a 967 unità. Nel 2025 sono cessati dal servizio, complessivamente, 46 dipendenti (4 carriere direttive, 3 carriere di concetto, 18 carriere esecutive e 21 carriere ausiliarie).

A fronte di una spesa pensionistica in continua crescita, la spesa 2026 per il personale viaggia al ribasso, con una quota del 42,76% (rispetto al 43,37% del 2025), passando nel triennio dai 112.437.500 euro del 2026 ai 103.827.500 euro del 2028 (-7,66%). Un calo dovuto principalmente alla riduzione della spesa per il personale di ruolo in servizio nelle tre sedi del Compendio del Quirinale (Palazzo del Quirinale, Tenuta di Castelporziano e Villa Rosebery) che ammonta a 771 unità, di cui 677 di ruolo, 61 con contratto a tempo determinato e 43 in comando da altre amministrazioni.

Se la spesa per il personale cala, cresce quella per i consiglieri e consulenti del Presidente della Repubblica che passa da 1.568.000 nel 2025 a 2.083.000 euro nel 2026, con l’aumento percentuale più alto di tutte le voci di bilancio del Quirinale: +32,84%, nonostante un importo complessivamente tra i più contenuti.

Nel 2026 triplicheranno le spese in conto capitale, che lievitano dai 6.698.000 euro dell’anno precedente ai 18.728.000 milioni previsti che in gran parte saranno coperti dal ministero delle Infrastrutture.

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