Nel 2025 il Gruppo Mezzacorona ha aumentato il fatturato a 213.030.118 di euro rispetto ai 212.347.041 del 2024 (+0,32%), con l’utile netto che raggiunge 1.741.670 euro. Il valore del conferimento supera i 62 milioni di euro ed il patrimonio netto è oltre 100 milioni di euro. I dati del bilancio chiuso a luglio sono stati ribaditi nel corso della 121a assemblea generale dei soci nella storia del Gruppo.
Il presidente, Luca Rigotti, ha voluto ringraziare soci e collaboratori per il loro impegno e senso di responsabilità verso l’azienda in un periodo così complicato a livello geopolitico ed economico, che sta mettendo in difficoltà anche il settore vitivinicolo. Timori certamente fondati dal momento che il Gruppo, che conta su circa 500 collaboratori, deve all’export oltre l’80% delle vendite: Mezzacorona esporta in 75 Paesi del mondo con una forte presenza negli Stati Uniti, il mercato più importante e strategico per il Gruppo, dove opera da più di trent’anni con la controllata Prestige Wine Imports Corp., e in Germania, tramite la controllata Bavaria WeinImport GmbH. Seguono Olanda, Scandinavia, Regno Unito, Canada, Belgio, Europa dell’Est, Austria, Svizzera, Estremo Oriente (Giappone, Corea del Sud, Cina) ma anche mercati nuovi come il Sud America, i Caraibi e il Sud est asiatico.

Una possibile area di sviluppo è rappresentata dai Paesi baltici, come spiega Stefano Fambri, direttore di Nosio Spa: «seppur non direttamente coinvolti nel conflitto in Ucraina, ne risentono. Siamo pronti ad incrementare gli sforzi in quell’area quando si arriverà a una stabilizzazione del contesto». Quanto ai mercati extraeuropei, «le prospettive più interessanti riguardano l’America Latina, in particolare il Brasile, dove siamo già presenti e stiamo cercando di rafforzare ulteriormente la nostra posizione – prosegue Fambri – . Accanto all’America Latina, l’attenzione si concentra anche sull’India, la nazione più popolosa al mondo che rappresenta una possibile opportunità qualora si riuscisse a trovare un quadro di accordi più favorevole: allo stato attuale è un mercato complesso, sul quale è difficile lavorare su determinati volumi».
Il direttore generale, Francesco Giovannini, ha esposto in assemblea le iniziative basate sullo sviluppo della ricerca, sulla consulenza tecnica in campagna e sul consolidamento della qualità e dell’eccellenza raggiunte.
Il Gruppo è focalizzato nel suo ruolo di azienda agricola diffusa di territorio, basata sul lavoro dei viticoltori soci, che hanno ottenuto per la decima volta, anche nel 2025, la certificazione delle uve Sqnpi, fondamentale e necessaria per il loro lancio dei prodotti sui mercati internazionali. Mezzacorona è stata tra le prime aziende in Trentino negli anni Settanta a puntare sulla denominazione Doc e, dagli anni Novanta, a sperimentare con successo le pratiche più avanzate per la produzione integrata.

Numerosi anche nel corso dell’annata sono stati i premi vinti nelle varie manifestazioni e concorsi internazionali, tra cui i “3 Bicchieri” della Guida Vini d’Italia di Gambero Rosso conferiti a Rotari Flavio Trentodoc 2017 e al vino rosso siciliano “Cantodoro” Feudo Arancio Sicilia Doc 2022 e le 17medaglie (oro e argento) assegnate a Rotari durante la The Champagne and Sparkling Wine World Championship.
Un supporto alle vendite di vino potrebbe arrivare anche dal riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’Umanità: ne è convinto Rigotti secondo cui «nella dieta mediterranea c’è anche il vino. Come produttori dobbiamo contribuire a creare una nuova cultura del vino laddove non esiste. Per questo siamo da anni associati a “Wine in Moderation”: è più semplice, per il legislatore, affermare che l’alcol fa male in modo indistinto, ma il tema va affrontato in maniera più articolata e consapevole».
Alto aspetto di possibile sviluppo riguarda i vini a ridotto tasso alcolico che il Gruppo segue con approcci diversi. Oggi sul mercato esistono principalmente i dealcolati ottenuti con processi meccanici che, secondo Rigotti, «si tratta di procedure che comportano costi significativi, sia dal punto di vista economico sia in termini di impatto ambientale, soprattutto per le emissioni di CO2». L’altro approccio, preferito da Mezzacorona, consiste nei vini naturalmente a bassa gradazione alcolica: «siamo stati i primi in Italia a proporre un prodotto ottenuto attraverso un processo naturale, lo stesso con cui si produce il vino tradizionale, ma con una gradazione alcolica inferiore – afferma Rigotti – che possono ancora vantarsi di essere “vino”», a differenza degli altri per i quali si deve usare una diversa denominazione, come “bevanda”.
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