Filiera foresta-legno, firmato l’accordo tra Trentino e il Friuli Venezia Giulia per la gestione integrata

La grande produzione di legno friulano può essere lavorata dalle segherie trentine, con vantaggi per entrambe le realtà.

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Un Protocollo d’intesa quinquennale finalizzato a creare un’alleanza strategica nella gestione e valorizzazione della filiera foresta-legno, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto economico locale, migliorare la competitività delle imprese e favorire l’innovazione tecnologica è stato sottoscritto tra le autonomie speciali del Trentino e del Friuli Venezia Giulia, rispettivamente dagli assessori alle foreste Roberto Failoni e Stefano Zannier. Alla firma dell’accordo hanno partecipato per l’Associazione Artigiani del Trentino, oltre al presidente Andrea De Zordo, Daniela Bertamini, Matteo Daprà e Paolo Sandri, insieme al vicepresidente della sezione legno di Confindustria Trento Luigi Sartori.

L’accordo nasce dalla necessità condivisa di affrontare insieme sfide comuni come i cambiamenti climatici, la gestione post-eventi atmosferici straordinari, le epidemie parassitarie (bostrico) e la diffusione di una cultura forestale improntata alla sostenibilità, ma soprattutto dall’opportunità economica di integrare e coordinare i due sistemi produttivi unendo l’offerta di legname del Friuli Venezia Giulia con la capacità produttiva e tecnica delle imprese trentine, decisamente incrementata dopo la crisi della tempesta Vaia di sette anni fa.

Da un lato, il Friuli Venezia Giulia dispone di vaste aree boschive da valorizzare, ma soffre di frammentazione proprietaria; dall’altro il Trentino offre un modello di gestione forestale pianificata e un tessuto imprenditoriale solido.

«L’intesa mira a favorire una reciprocità commerciale che permetta alle imprese trentine di operare anche sul territorio friulano, ampliando il mercato per le piccole segherie e gli artigiani trentini e garantendo una gestione più efficiente e sostenibile del patrimonio forestale di entrambi i territori – ha spiegato Failoni -. La firma odierna da il via ad un percorso che apre nuovi mercati e rafforzerà la competitività delle nostre imprese e la tutela del territorio attraverso lo scambio di competenze e tecnologie».

«Il Friuli Venezia Giulia registra un incremento di volume di prodotto boschivo pari a 1,7 milioni di metri cubi, ma oggi l’utilizzazione effettiva si ferma a circa 230-270.000 metri cubi: un divario che evidenzia quanto sia necessario rafforzare una gestione attiva, moderna e sostenibile delle nostre foreste – ha evidenziato Zannier -. Dobbiamo gestire le foreste, per tutelare il patrimonio boschivo sia dal punto di vista ambientale, attraverso il controllo delle fitopatie e la prevenzione dei rischi, sia dal punto di vista dello sfruttamento economico, senza però generare squilibri di mercato. È un equilibrio delicato, ma indispensabile per rendere la filiera solida e duratura».

Operativamente, il Protocollo della filiera foresta legno prevede un articolato programma di azioni condivise per consolidare sinergie tra i due territori, promuovendo buone pratiche gestionali, lo scambio tecnologico, sviluppo di progetti innovativi e iniziative culturali capaci di sensibilizzare le comunità locali sull’importanza del patrimonio forestale. L’intesa intende inoltre rafforzare il ruolo delle imprese artigiane nella lavorazione del legno e delle segherie di prossimità, incentivando l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale.

Innanzitutto si procederà all’istituzione di un Tavolo Tecnico Bilaterale che avrà il compito di individuare le opportunità di collaborazione, identificare bisogni ed esigenze delle imprese locali, proporre soluzioni operative ma anche monitorare l’avanzamento delle attività previste dal Protocollo e proporre eventuali integrazioni.

Altre azioni riguardano la promozione di progetti imprenditoriali innovativi che coinvolgono imprese boschive, segherie e aziende di lavorazione del legno dei due territori: iniziative che puntano a valorizzare il legname proveniente da eventi calamitosi, incrementare la capacità produttiva delle imprese attraverso investimenti in tecnologie avanzate e modelli organizzativi innovativi e sostenere il conseguimento di certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale.

Si intende altresì favorire lo sviluppo di progetti pilota orientati alla creazione di valore aggiunto lungo tutta la filiera, dalla gestione forestale alla produzione artigianale e industriale, fino alla commercializzazione dei prodotti finiti.

Ulteriore obiettivo è quello di sensibilizzare le comunità locali sull’importanza economica e culturale della filiera foresta-legno. Attraverso l’organizzazione di iniziative congiunte quali eventi culturali, fiere, esposizioni ed attività educative, si vuole valorizzare il legame tra tradizione artigiana, segherie di prossimità e innovazione tecnologica, coinvolgere attivamente i cittadini ed in particolare i giovani sulle potenzialità del settore, favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e territori oltre che incrementare la visibilità dei prodotti sui mercati nazionali ed esteri.

Si punta infine a sviluppare sinergie con altri settori produttivi quali l’energia e il turismo, con l’obiettivo di costruire un sistema economico integrato e sostenibile.

Il protocollo d’intesa stabilisce una durata iniziale di cinque anni, rinnovabili. E’ previsto un monitoraggio periodico dell’attuazione e la possibilità di introdurre eventuali modifiche o integrazioni a seguito di valutazione congiunta del Tavolo Tecnico Bilaterale.

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