Efficienza dei motori termici: i leader ora sono cinesi

Mentre in Europa le case costruttrici che hanno puntato sull’elettrico perdono miliardi a catinelle, le cinesi Dongfeng e Geely investono sui propulsori termici con nuovi record di efficienza e consumi ridotti, a vantaggio delle ridotte emissioni.

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Mentre l’Unione europea guidata da una sempre più decotta, improbabile e poco credibile baronessa Ursula von der Leyen, che avrebbe dovuto già dimettersi da tempo per via della lunga sfilza di fallimenti politici, economici e sociali da lei inanellati, continua nella sempre più fallimentare svolta verde del continente europeo, ecco che nel campo della mobilità che Ursula & C. vorrebbe solo elettrica si fanno avanti quei cinesi che nella propulsione termica, leggera e pesante, ci credono e investono in quella ricerca e sviluppo che in Europa pare essere stata abbandonata dalle case in mezzo al guado tra un’elettrificazione di fatto irrealizzabile e le mazzate fiscali imposte ai veicoli termici nel caso di supero delle quote di emissione.

Dopo il record di efficienza ottenuto da un motore Diesel industriale presentato alla Conferenza mondiale sui motori a combustione interna 2024 a Tianjin, in Cina, con il primo motore diesel al mondo con un’efficienza termica del 53,09% sviluppato da Weichai Power, TÜV Süddeutsche Group e China Automotive Technology and Research Center Co., Ltd che ha raggiunto un’efficienza complessiva da record del propulsore, un sei cilindri da 12,9 litri di cilindrata destinato al trasporto pesante, è frutto di un insieme di piccoli affinamenti, ma i risultati ora sono sotto l’attenzione di tutti, ecco che la ricerca cinese si concentra anche sui motori a benzina destinati agli autoveicoli.

L’apertura della corsa all’efficienza è partita con la presentazione del frutto della ricerca euro cinese dell’alleanza Horse (Renault e Geely) con il propulsore H12 Concept che per primo ha raggiunto un’efficienza da record nel campo dei motori a benzina con un rendimento termico di picco del 44,2% (generalmente per i motori a benzina è del 25-30%), riducendo allo stesso tempo i consumi del 40% fino ad arrivare a meno di 3,3 litri ogni 100 km (stando ai test WLTP)

Ora dalla Cina arrivano altri esempi di continuo sviluppo che indicano come l’obiettivo di un’efficienza al 50% non sia lontana. La prima in ordine di tempo è stata la Dongfeng: alla fine dello scorso anno, la casa ha annunciato che il suo nuovo motore 1.5T Hybrid ha ottenuto la certificazione “Energy Efficiency Star” dal China Automotive Technology and Research Center, diventando il primo motore a benzina per sistemi ibridi a superare il 48% di efficienza termica, ottenendo il 48,09%

Sviluppato a partire dalla generazione precedente, il propulsore introduce diverse innovazioni tecniche, tra cui un sistema di combustione intelligente ad alta energia che migliora la rapidità e la completezza, per sfruttare al massimo ogni goccia di carburante

A questo si aggiunge un sistema di aspirazione a bassa resistenza che ottimizza il flusso d’aria, garantendo una risposta più pronta e prestazioni costanti su tutto l’arco dei regimi. Inoltre, le tecnologie avanzate di riduzione degli attriti diminuiscono le perdite meccaniche, aumentando l’efficienza complessiva. Grazie all’integrazione di queste soluzioni, il motore amplia l’area di funzionamento ad alta efficienza e migliora le prestazioni energetiche. 

La Dongfeng assicura che il sistema sia in grado di mantenere automaticamente la modalità più economica sia nel traffico urbano sia nei lunghi tragitti, consentendo un’autonomia superiore di circa 100 km per ogni pieno rispetto alla versione precedente e un incremento complessivo della percorrenza di circa il 10%. 

L’asticella è stata ulteriormente alzata da Geely, il cui nuovo sistema ibrido i-HEV con un motore elettrico fino a 230 kW dichiara un’efficienza del 48,41% grazie a una gestione dell’energia basata sull’intelligenza artificiale e a una piattaforma progettata specificamente per l’ibrido, in linea con la crescente attenzione dell’industria cinese verso soluzioni meno costose rispetto alle auto elettriche pure.

I consumi risultano particolarmente contenuti, con valori fino a 45 km con un litro: non si tratta di un semplice dato di omologazione, ma di un consumo combinato che ha ottenuto la certificazione del Guinness World Records

La Geely spiega che l’i-HEV è stato progettato per colmare quelle criticità in cui, a suo avviso, l’industria non ha saputo progredire a sufficienza: dai modesti avanzamenti nell’efficienza dei consumi, ai compromessi sulle prestazioni introdotti per migliorare l’economia d’uso, fino al ritmo troppo lento nello sviluppo delle funzionalità intelligenti. 

In questo contesto di nuovi record di efficienza cinese spicca la crisi dei costruttori europei, dalla Bosch che per la prima volta annuncia perdite per 400 milioni di euro, gravato dal costo dei licenziamenti che hanno pesato sugli utili per ben 2,7 miliardi di euro. Per non dire della pesante crisi produttiva delle case automobilistiche europee, Volkswagen in testa che è in forte difficoltà pure sul mercato cinese, dove i suoi modelli elettrici arrancano.

Il momento in cui la Commissione Ursula Bis farà finalmente una completa abiura della sua deriva ambientalista sarà sempre troppo tardi e i danni inflitti saranno probabilmente irrecuperabili, ma prima lo si fa meglio è, cambiando senza remore i responsabili, a tutti i livelli, politico e amministrativo, di questo sfascio.

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