L’Ispat, l’istituto di statistica del Trentino, ha appena reso note le ultime rilevazioni sull’andamento dell’economia trentina, evidenziando una sostanziale stabilità tendente alla stagnazione, una situazione che ha allarmato il mondo sindacale preoccupato per un’economia locale che tende ad imballare, sia per lo scenario internazionale con i costi energetici alle stelle e le difficoltà negli approvvigionamenti di molte materie prime, che per la mancanza di una chiara strategia politica di sviluppo dell’economia provinciale.
L’economia trentina nel corso del 2025 ha proseguito la sua fase espansiva registrando una crescita stimata del PIL intorno allo 0,5% in termini reali (+2,7% in termini nominali) in linea con le prospettive dell’economia italiana, ma di fatto cresce di quasi la metà dell’Alto Adige che viaggia a +0,9%. La stima anticipata per il Trentino si inserisce nel quadro di crescita territoriale descritto da Istat, le cui stime preliminari per il 2025 mostrano una crescita delle ripartizioni piuttosto omogenea (+0,5% per Centro, Nord-ovest e Nord-est; +0,6% per il Mezzogiorno).
Il PIL provinciale è vicino al traguardo dei 27 miliardi di euro, segnando un incremento di quasi 6 miliardi rispetto ai livelli del 2019. A trainare questa espansione sono stati principalmente i consumi delle famiglie (con una forte spinta dal comparto turistico), la spesa pubblica e gli investimenti. Al contrario, il commercio estero ha registrato un andamento negativo, risentendo del protezionismo tariffario, delle tensioni geopolitiche e della instabilità dei mercati globali.
Nel corso del 2025, i consumi hanno continuato a crescere (+1,3%) grazie soprattutto alla vivacità dei consumi turistici che hanno compensato la crescita moderata della domanda delle famiglie residenti che hanno preferito tesaurizzare in un contesto di incertezza.
A livello di settori, vanno abbastanza bene quelli dei servizi, specie il turismo, anche se si tratta di ambiti a basso valore aggiunto, mentre continua a rimanere problematica la manifattura, con una crescita stentata se non negativa.
In questa intervista di Focus Trentino il direttore Stefano Elena intervista Michele Andreaus, ordinario di economia aziendale all’Università di Trento, che commenta i dati sull’economia trentina anticipati dall’Ispat, con un commento anche sul piano Trentino 2040 e le sue possibilità di concretizzazione.
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