Concessione A22: Trento e Bolzano hanno sbagliato strategia

Köllensperger: «la via dell’in house è stata boicottata dai vertici di Autobrennero che non volevano i limiti stipendiali della legge Madia e la politica non è intervenuta a rilevare le quote dismesse dal comune di Modena».

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Tra una sentenza della Corte di giustizia Ue, una delibera dell’Antitrust e dell’Anac, la questione della gestione delle concessioni autostradali in capo al ministero delle Infrastrutture e trasporti retto da un sempre più evanescente Matteo Salvini diventa sempre più difficile e la vicenda del rinnovo di quella in capo ad Autostrada del Brennero Spa con i 313 km di A22 è un caso esemplare, dove la politica, locale e nazionale, ha sostanzialmente evidenziato tutti i suoi limiti di incapacità di programmazione e di strategia.

Nella vicenda di A22 la miopia degli amministratori locali, della regione Trentino Alto Adige, primo azionista singolo di Autobrennero Spa, e degli enti territoriali del Trentino e dell’Alto Adige che, tutti assieme, detengono la maggioranza della società concessionaria, ha fatto premio su tutto, credendo a torto di essere titolari di un diritto indefinito nella scadenza, una sorta di “cosa loro”, quando l’assetto giuridico delle concessioni chiarisce senza dubbio che il concedente – lo Stato – è e rimane il proprietario giuridico del bene che viene dato nelle disponibilità del concessionario per un congruo periodo di tempo – normalmente era di 30 anni, ora con l’ultima delibera dell’Autorità di regolazione dei Trasporti è di 15 anni; ma c’è l’eccezione della gara di A22 che prevede un termine di ben 50 anni, cosa che ha scatenato gli appetiti dei concorrenti – per rientrare delle spese di investimento per la realizzazione dell’opera più un congruo guadagno, salvo il fatto che al termine della concessione il bene rientra nella piena disponibilità del concedente.

Peccato che quest’ultimo aspetto in Italia non sia mai avvenuto con la continua ripetizione di proroghe di concessioni in essere ai concessionari, o alla riassegnazione delle stesse concessioni mediante gare. In questo contesto, l’Italia da una parte ha costituito un’apposita società, la Autostrade dello Stato Spa, con l’obiettivo di farla subentrare alle concessioni scadute o in via di esserlo, ma il ministro Salvini si è sempre ben guardato dall’attivarla.

E ora che Anac ha messo la parola fine alla pratica delle proroghe imponendo nel caso delle concessioni A4 (Milano-Torino e Brescia-Padova) che vanno in scadenza a fine 2026 di indire tempestivamente da parte del Mit le specifiche gare la questione si fa urgente. Una decisione che ha visto Salvini balbettare, mentre continua a tenere in naftalina la Autostrade dello Stato Spa.

E per A22, la gara che è stata depurata da tutti i paracadute escogitati dalla concessionaria uscente per assicurarsi il mantenimento del desco su cui avrebbe voluto banchettare per altri 50 anni, lo scenario è che la concessione è probabile che finisca in mano a qualche grande operatore, decisamente più grande e finanziariamente garantito di un’Autobrennero che per partecipare alla gara ha dovuto chiedere l’avallo finanziario ad altre società del sistema pubblico locale.

In questa puntata di Focus Trentino Alto Adige, il direttore di ViViItalia Tv, Stefano Elena, intervista il consigliere regionale di Team K, Paul Köllensperger, con cui analizza la gestione della gara A22, i suoi limiti e le responsabilità politiche che, con tutta probabilità, poteranno la concessione A22 lontano da Trento e da Bolzano.

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