In occasione della discussione del bilancio di previsione 2026 del Consiglio provinciale di Trento da 12,4 milioni di euro presentato dal presidente Claudio Soini, quasi tutti gli intervenuti hanno sottolineato la necessità di potenziare la comunicazione istituzionale e politica dell’Assemblea dell’Autonomia speciale volta a fare conoscere meglio l’attività dei suoi componenti, con particolare riguardo per gli esponenti delle minoranza, in seria difficoltà a fare arrivare all’opinione pubblica le proprie iniziative di fronte alla disparità di forze in campo nel confronto con la maggioranza e le sue strutture del governo provinciale.
L’attuale ufficio stampa del Consiglio svolge un ruolo fondamentale, ma spesso si limita alla mera attività istituzionale, con la diffusione di comunicati stampa relativi alle proposte di legge, mozioni e petizioni, oltre alla cronaca delle varie articolazioni interne del Consiglio stesso, dai lavori dell’Assemblea a quelle delle singole commissioni legislative. I consiglieri vorrebbero qualcosa in più, specie per valorizzare le proprie iniziative politiche, oltre che accedere con migliore visibilità sui canali social e digitali, sempre più strategici nella moderna comunicazione politica.
Per il vicepresidente del Consiglio provinciale, Mariachiara Franzoia (PD), da sempre molto attenta ai problemi della comunicazione e informazione locale, «è necessario adeguare la comunicazione dell’Assemblea al mutato panorama informativo, affiancando ai tradizionali canali con più decisione i nuovi social media e i canali digitali».
Per Roberto Stanchina (Campobase) ha auspicato «l’uso di nuovi mezzi di comunicazione per ottenere maggiore immediatezza e per riportare in modo integrale ciò che viene detto nelle varie Commissioni».
Francesco Valduga (Campobase) richiamando il suo ruolo di Garante delle minoranze, ha poi avanzato il miglioramento della comunicazione: «i progetti del Consiglio, come le mostre, richiedono grande impegno nella progettazione, ma occorrerebbe investire anche in nuove modalità comunicative. Le sintesi dei lavori delle Commissioni sono troppo stringate e il lavoro dei consiglieri non emerge: i quotidiani si appiattiscono sui comunicati e i resoconti non restituiscono la ricchezza delle discussioni». E rivolgendosi al presidente del Consiglio Soini, Valduga ha ribadito che «mi aspetto che lei sia attento a un modo di comunicazione che riguarda tutti noi, e non solo quello che dice lei o la Giunta».
Pure Lucia Maestri (Pd del Trentino) ha affrontato anche il tema della comunicazione istituzionale, affermando che il sito del Consiglio «non può essere l’house organ del presidente». Ha chiesto maggior equilibrio nella rappresentazione delle voci di tutti i consiglieri, non solo della Giunta ed ha parlato di una sorta di censura delle voci di minoranza.
Tema affrontato anche dalla sua collega Michela Calzà (Pd del Trentino) che, dopo avere ringraziato il team dell’Ufficio stampa, ha ribadito come «comunicare non è un accessorio, è una necessità. È attraverso l’Ufficio stampa che riusciamo a far arrivare le nostre proposte, le nostre voci». Proprio per questo, ha aggiunto, «occorre compiere un ulteriore passo: garantire a tutti i consiglieri la possibilità di far giungere le proprie proposte e attività all’esterno». Ha ricordato che in altri Consigli regionali esistono spazi informativi paritari per comunicati e attività, sia per la maggioranza sia per la minoranza. «Il pluralismo non è un lusso – ha detto Calzà – la par condicio istituzionale è una condizione democratica».
In questa puntata di Focus Trentino, il direttore Stefano Elena intervista il vicepresidente del Consiglio provinciale, Mariachiara Franzoia per approfondire la portata delle richieste di una migliore comunicazione da parte delle minoranze consiliari.
Buona visione.
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